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Ordini Esoterici

Parte Prima

ricerche a cura di IniziazioneAntica


Seconda Parte

 

 

Fonti Egizie, Essene e Templari


La Massoneria nasce in Inghilterra nel 18° secolo in un terreno preparato dal Rosacrocianesimo. Alcuni autori come J.G. Buhle nel 1804 o Thomas de Quincey nel 1824, vedono in essa un’emanazione della Rosa-Croce. Dal 1638 le relazioni tra i due movimenti sono ricordati in The Muses, un poema di Adamson pubblicato a Edimburgo. Il testo riporta: «Poiché noi siamo Fratelli della Rosa-Croce; possediamo il titolo di Massone e la doppia vista». Qualche anno dopo, il 10 ottobre 1676, il Poor Robin’s Intelligence pubblica una notizia: «l’Antica Fraternità della Rosa-Croce, gli Adepti dell’Ermetismo e della Compagnia dei Massoni Accettati, hanno deciso di pranzare insieme».
Tale legame sarà ancora sottolineato in un articolo del Daily Journal del 5 settembre 1730 che riporta: «Esiste una Società all’estero dalla quale i Massoni inglesi […] cercano di convincere tutti di provenire e di esserne gli eredi, dopo averne copiato alcune cerimonie. La Società dei Rosacrociani».
È sorprendente constatare che i due più antichi riferimenti a iniziazioni massoniche, riguardano uomini che sono stati in relazione diretta o indiretta con il Rosacrocianesimo. Il primo si riferisce a sir Robert Moray e afferma che il 20 maggio 1641 fu iniziato alla Massoneria nella loggia Mary’s Chapel di Edimburgo. È interessante notare che Robert Moray, uno dei membri fondatori della Royal Society, appassionato di alchimia, è il protettore di Thomas Vaughan (1622-1666). Questi, sotto lo pseudonimo di Eugenio Filalete, è l’autore di The Fama and Confessio (1652), la traduzione inglese della Fama Fraternitatis e della Confessio Fraternitatis. Il secondo riferimento riguarda Elias Ashmole (1617-1692), che fu ammesso in una loggia massonica a Warrington, il 16 ottobre 1646. Sei anni dopo pubblica il Theatrum Chemicum Britannicum (1652), un volume che riunisce un’importante collezione di trattati alchemici. In questo libro, già dall’inizio, Elias Ashmole fa riferimenti alla Fama Fraternitatis. Ricorda che il primo Manifesto rosacrociano indica l’arrivo in Inghilterra di uno dei quattro compagni di Christian Rosenkreuz, il «Fratello I.O.». Altri elementi mostrano che Elias Ashmole provava un interesse particolare per la Rosa-Croce. Tant’è vero che nei suoi archivi è stata trovata una copia autografa dei Manifesti rosacrociani, insieme al testo di una lettera con la quale chiede di essere ammesso nella Rosa-Croce. Poco più tardi, Nicolas de Bonneville dirà che la Massoneria ha preso in prestito tutte le sue allegorie, simboli o parole dai Rosa-Croce (La Massoneria Scozzese confrontata alle tre professioni e a Il Segreto dei Templari del 16° secolo, 1788). Certo, sarebbe ingiusto dedurre da questi elementi che la Massoneria prende origine nella Rosa-Croce. Tuttavia, bisogna constatare che i primi Massoni fanno parte della sfera rosacrociana inglese del 18° secolo.



La Costituzione di Anderson


Se è vero che le attività della Massoneria iniziano nel 18° secolo, è anche in genere ammesso che l’atto fondatore della società porta la data del 1717, con la fondazione della Grande Loggia di Londra. Ma il momento che segna meglio la fondazione della Massoneria è senza dubbio la pubblicazione della Costituzione di Anderson (1723) da parte del duca di Warton, suo Gran Maestro dell’epoca. Il testo, considerato come un rifacimento e una correzione di «vecchi archivi» massonici, fu redatto da James Anderson, Jean-Théophile Désaguliers e Georges Payne. Gli archivi in questione sono gli Old Charges, o Antichi Doveri, testi appartenenti alle antiche confraternite dei tagliatori di pietre, le gilde i cui testi più antichi risalgono al 14° secolo (es.: Regius, 1390, e Cooke, 1410). Ma più che discendere dalle antiche gilde di massoni operativi, la Massoneria è una società di pensatori; si parla di Massoneria «speculativa». Si situa in una discendenza risalente ad Adamo e rivendica il retaggio delle Arti Liberali, scienze scolpite un tempo sulle due colonne scampate al Diluvio.
La Costituzione di Anderson, oltre alla storia leggendaria della Massoneria, contiene le regole dell’Ordine e qualche canzone per allietare le riunioni di loggia. Si può dire che il proposito della Costituzione è in generale più sociale che spirituale. In un’epoca segnata dalle divisioni dovute alla Riforma e alla Controriforma, essa si accontenta di indicare ai suoi membri di essere «della religione adatta a tutti gli uomini e consistente nell’essere buoni, equi, dignitosi e onesti, qualunque siano le denominazioni o le credenze che li distinguono» (1).



Hiram e Rosenkreuz


Nel 18° secolo la Massoneria non ha l’organizzazione di oggi. Assumerà la sua struttura di base, composta di tre gradi – Apprendista, Compagno e Maestro (Massoneria blu, o Craft Degrees per gli Anglosassoni) – dopo qualche anno. Inizialmente comportava due gradi, Apprendista entrato e Compagno. Il terzo di Maestro appare verso il 1730. Bisogna aspettare la seconda edizione della Costituzione di Anderson, quella del 1738, per trovare riferimenti ufficiali a tale grado, e pazientare fino al 1760 perché il simbolo collegato, quello del mito di Hiram, sia veramente ammesso in Inghilterra(2). Sotto certi aspetti, come quello del simbolismo legato alla scoperta della tomba del Maestro, Hiram riprende elementi di Christian Rosenkreuz. Hiram sarebbe, come indica Antoine Faivre, un figlio di Christian Rosenkreuz? «Anche lui fondatore mitico il primo sarebbe allora un Christian ridotto alla relativa astrazione nella galleria delle grandi figure ieratiche della “Tradizione”»(3).
Dapprincipio la Massoneria non si presentava veramente come una società iniziatica. Le sue cerimonie, d’altronde, sono chiamate «riti di accettazione». Il termine «iniziazione» appare nei testi solo verso il 1728-1730, e diventerà ufficiale in Francia soltanto dal 1826(4). Sebbene i rituali della Massoneria conferiscano un aspetto misterioso alle sue riunioni, le logge sono essenzialmente dei luoghi in cui si pratica la filantropia e si coltivano le belle arti. Solo successivamente svilupperà un aspetto iniziatico ed esoterico(5).



I Misteri d’Egitto

Contrariamente a quanto si era prodotto nel Rinascimento, nel 17° secolo i riferimenti all’Egitto erano praticamente scomparsi. C’è però qualche eccezione come Gerhard Dorn, un discepolo di Paracelso. Con uno sguardo critico sull’esoterismo della sua epoca, indicava che la Rivelazione primordiale, un tempo affidata ad Adamo e condotta a perfezione dagli Egizi, era stata deformata da coloro che non l’avevano trasmessa, cioè i Greci. Il gesuita Athanasius Kircher (1610-1680), uno studioso appassionato di archeologia, linguistica, alchimia e magnetismo, è un’altra eccezione. Per anni ha cercato di penetrare il segreto dei geroglifici egizi. Nel suo libro Œdipus Ægyptiacus (1652), indica che questi misteriosi caratteri nascondono quanto rimane della conoscenza affidata da Dio agli uomini prima del Diluvio. Nell’Egitto, egli vede dunque la culla di tutte le conoscenze (6). Prima che Champollion scoprisse il senso dei geroglifici (1822), le sue opere sull’Egitto erano di riferimento. Un’opera testimonia il rinnovato interesse per l’esoterismo egizio: Séthos, storia o vita ricavata dai monumenti e aneddoti dell’antico Egitto (1731) dell’abate Terrasson (1670-1751). Si tratta di un romanzo nel quale l’autore evoca l’antichità egizia, la sua religione, l’organizzazione, l’interesse per le scienze, fra le quali bisogna annoverare l’arte della trasmutazione di cui Ermete Trismegisto conosceva i segreti. Il libro ci fa assistere all’iniziazione di un principe egizio nei templi segreti di Menfi (7). Come indica Boucher de la Richardière, «vi è un tale grado di verosimiglianza con la manifestazione dei misteri di Iside, considerati fino ad allora impenetrabili, da pensare che gli siano stati rivelati da uno degli iniziati o da un sacerdote egizio»(8). Questo libro riporta l’Egitto di moda, come testimonia l’opera balletto di Jean-Philippe Rameau, La Nascita di Osiride (1751). Subito dopo Wolfgang Amadeus Mozart produrrà Il Flauto Magico (1789), opera che unisce iniziazione massonica e tradizione egizia.


La Religione Noachita

Il libro dell’abate Terrasson, stuzzicherà la fantasia di molti Massoni nella creazione di nuovi gradi che ben presto appaiono. Infatti, qualche anno dopo la struttura gerarchica dei gradi massonici si arricchisce. Il 26 dicembre 1736, il cavaliere André-Michel Ramasay (1686-1747), discepolo di Fenelon e di M.me Guyon, fa un discorso nella loggia parigina del Louis d’Argent, che produrrà la comparsa di quelli che si chiamano gli «alti gradi» (Ecossisme o Side-Degrees per gli Anglosassoni), cioè i gradi successivi a quello di Maestro(9). In tale discorso Ramsay presenta la Massoneria come la rinascita della «religione noachita», una religione primordiale, universale e senza dogmi. Aggiunge che questo Santo Ordine è stato portato in Gran Bretagna prima di diffondersi nel resto dell’Europa. Poco dopo, le leggende sui Templari, la Cavalleria, l’Antico Testamento, destano l’interesse dei fondatori degli alti gradi(10). L’Egitto, le scienze occulte come l’alchimia, l’astrologia, la Quabbalah e la magia, saranno integrati in questa trasformazione. Tra il 1740 e il 1773 gli alti gradi aumenteranno in modo anarchico. Tra essi riapparirà la Rosa-Croce sotto forma di alto grado che godette subito di un’aura prestigiosa. In esso si vedeva il grado ultimo, il nec plus ultra della Massoneria.(11).
Alcuni sistemi di alti gradi si costituirono in Ordini indipendenti come l’Ordine dei Cavalieri Massoni Eletti-Cohens dell’Universo in Francia di Martinèz de Pasqually (1710?-1774), o La Stretta Obbedienza Templare in Germania del barone Caerl von Hund (1722-1776).
Nello stesso momento il Rosacrocianesimo riprende la sua libertà per costituirsi come Ordine autonomo.


Rosa-Croce d’Oro e Rosa Rossa

La Rosa-Croce riappare prima sotto gli auspici dell’alchimia. Negli anni 1700-1750, infatti, l’arte di Ermete conobbe un grande sviluppo. Numerosi alchimisti si formano in Sassonia, Slesia, Prussica, Austria e Baviera. Si dice che a Vienna vi fossero diverse migliaia di alchimisti(12). La maggior parte di loro si rifacevano al Rosacrocianesimo come per esempio coloro della Società Alchemica di Norimberga. Secondo alcuni autori, G.W. Leibniz (1646-1716) sarebbe stato il segretario di questa Società.
Nel 1710, cioè sette anni prima della pubblicazione della Costituzione di Anderson, Sincerus Renatus (Samuel Richter), pastore luterano a tendenza pietista, che si riteneva discepolo di Paracelso e Jakob Böhme, pubblicò La vera e perfetta preparazione della Pietra Filosofale della Fraternità dell’Ordine della Croce d’Oro e della Rosa-Croce, chiamata anche Rosa-Croce d’Oro, un trattato d’alchimia sulle pratiche di laboratorio con in appendice le cinquantadue regole alla base dell’Ordine della Rosa-Croce d’Oro. Tali prescrizioni indicano che l’Ordine non deve avere più di sessantatré Fratelli ed è diretto da un Imperator eletto a vita. Nella prefazione, Sincerus Renatus precisa che il testo non è opera sua, ma di un «Professore dell’Arte» del quale non può rivelare l’identità. Afferma che l’Ordine possiede due centri, uno a Norimberga e l’altro a Ancona, ma che dopo qualche anno i suoi membri hanno lasciato l’Europa per le Indie al fine di vivere più tranquillamente.
Questo libro di Sincerus Renatus si ispira all’Eco della Fraternità, […] dell’illustre Ordine R.C. (1615) di Julius Sperber, e al Temis Aurea (1618) di Michel Maier. Riprende anche certune regole dell’Ordine degli Inseparabili, un Ordine alchemico fondato nel 1577. In realtà, l’Ordine descritto da Sincerus Renatus sembra non sia esistito. Notiamo che riprende un nome, quello di Rosa-Croce d’Oro, che Petrus Mormius aveva già utilizzato nel 1630 nel suo Arcani segretissimi di tutta la natura svelata dal collegio del rosario. Questi è l’autore di una leggenda seconda la quale Federico Rosa, vissuto nel Delfinato, fondò nel 1622 una società segreta di tre membri: la Rosa-Croce d’Oro. Ad ogni modo, il termine «Rosa-Croce d’Oro» avrà una certa fortuna e alcune sue regole si ritroveranno più tardi nelle istruzioni del grado massonico-rosacrociano dei Principi Cavalieri Rosa-Croce.


Il Vello d’Oro

Negli anni successivi nascerà un Ordine rosacrociano. Nel 1749, Hermann Fictuld pubblica Aureum Vellus, nel quale parla di una Società dei Rosa-Croce d’Oro che presenta come eredi dell’Ordine del Vello d’Oro fondato da Filippo il Buono nel 1492. Verso il 1757, crea un rito massonico a tendenza alchemica e pietista, composto da un insieme di gradi rosacrociani: la Società Roseæ et Aureæ Crucis o Fraternità dei Rosa-Croce d’Oro. Questa Società migra in diverse città come Francoforte sul Meno, Marburg, Kassel, Vienna e Praga. Sembra spegnersi verso il 1764, si riforma grazie a Schleiss von Löwenfeld e Joseph Wilhelm Schröder. Alla fine dà nascita ad un altro rito massonico rosacrociano che si manifesta tra il 1770 e il 1777 in Baviera, Austria, Boemia e Ungheria. È dapprima adottato da una loggia massonica di Ratisbonne, la Mezzaluna dalle Tre Chiavi, e nel 1771 anche da una loggia di Vienna, La Speranza, che dà origine a quella delle Tre Spade. Questa loggia diviene il vivaio di questo rito massonico rosacrociano che coltiva l’alchimia e la teurgia.
 

La Rosacroce d’Oro d’Antico Sistema

Dal 1776 alcuni membri della loggia delle Tre Spade, Johann Rudolf von Bischoffswerder (1714-1803), ufficiale prussiano, poi ministro della guerra alla morte del grande Federico, e Jean Christophe Wollner (1732-1800), pastore, instaurano un nuovo Ordine massonico rosacrociano: l’Ordine della Rosa-Croce d’Oro d’Antico Sistema. La loggia dei Tre Globi di Berlino diviene il centro delle sue attività. Quest’Ordine adotta una gerarchia di nove gradi: Juniores, Teoretici, Pratici, Philosophi, Minores, Majores, Adepti Exempti, Magisteri e Magi, i cui aspetti simbolici sono presentati nei testi della Riforma adottati durante un Convegno dell’Ordine tenutosi a Praga il 1777.
Come indica René Le Forestier, l’insegnamento dei Juniores riproduce centodieci pagine dell’Opus mago-cabbalisticum et Theosophicum (1719) di Georg von Welling (libro attraverso il quale Goethe si inizierà al pensiero rosacrociano). L’istruzione e il rituale dei Teoretici riprendono il Novum laboratorium medico-chymicum, di Christophe Glaser (1677). Le operazioni alchemiche insegnate ai Magistri, sono recuperate da due libri di Henri Khunrath: la Confessio di Chao Physico-chemicorum catholico (1596) e l’Amphiteatrum sapientiæ æternæ (1609). I rituali e gli insegnamenti di quest’Ordine sono dunque orientati nettamente verso l’alchimia(13).
Estratto dai Simboli Segreti dei Rosacrociani del 16° e 17° secolo.
In questo ambiente in cui si mescolano Alchimia, Rosacrocianesimo e Massoneria nasce il celebre libro dei Simboli Segreti dei Rosacrociani del 16° e 17° secolo (Altona, 1785 e 1788)(14). Composto essenzialmente di trattati alchemici illustrati in modo magnifico, è spesso presentato come il libro rosacrociano più importante dopo i tre Manifesti.

Esseni e Templari

L’Ordine massonico della Rosa-Croce d’Oro d’Antico Sistema (precisiamo «massonico» per distinguerlo dai gruppi recenti che usano lo stesso nome senza tuttavia alcun legame con questi Rosacrociani del 18° secolo), possiede una caratteristica che lo differenzia dal Rosacrocianesimo del 17° secolo: rivendica una filiazione risalente a Ormus, o Ormissus, sacerdote egizio battezzato da san Marco. Ormus, quindi, avrebbe cristianizzato i Misteri dell’Egitto e fondato l’Ordine degli Ormusiani dandogli come simbolo una croce d’oro smaltata di rosso. Nel 151 gli Esseni si sarebbero uniti a loro e l’Ordine avrebbe preso il nome di Guardiani del Segreto di Mosè, Salomone e Ermete.
Dopo il 4° secolo, l’Ordine non conta ormai più di sette membri. Durante il 12° secolo ammette dei Templari e quando nel 1118 i Cristiani persero la Palestina, i membri dell’Ordine si dispersero per il mondo. Tre di loro sarebbero venuti a stabilirsi in Europa e avrebbero fondato l’Ordine dei Costruttori d’Oriente. Raimondo Lullo sarebbe stato ammesso in tale Ordine nel quale iniziò Edoardo I°. In seguito solo i membri della casa di York e di Lancaster divennero dignitari dell’Ordine; ecco perché alla croce d’oro, utilizzata come simbolo dell’Ordine, fu aggiunta la rosa che figurava negli stemmi delle due famiglie.

I Fratelli Iniziati dell’Asia

Così sarebbe nato l’Ordine massonico della Rosa-Croce d’Oro. Qualunque sia la sua filiazione mitica, quest’Ordine che prese nascita in Germania nel 18° secolo, si sviluppò essenzialmente nella scia della Stretta Obbedienza Templare allora il rito massonico più importante nel paese. È da sottolineare che se fino allora il Rosacrocianesimo aveva dato vita solo a gruppetti dei quali non si conosce alcun rituale sino ad oggi, l’Ordine massonico della Rosa-Croce d’Oro di Antico Sistema ha lasciato vari documenti sulle sue attività. Conobbe una grande diffusione nell’Europa centrale e numerose personalità come il principe Federico Guglielmo o Nicolai Novikov in Russia ne furono membri. Fu messo in sonno dai fondatori nel 1787, dopo aver dato nascita ai Fratelli Iniziati dell’Asia (1779), di cui fu Gran Maestro Charles de Hesse-Cassel. È sicuramente in questo ambiente che si situa il Conte di Saint Germain. Infatti, dal 1778 si stabilisce presso Charles de Hesse-Cassel il quale diventa suo allievo e protettore (15).
 

Il grado Rosa-Croce

Nella Massoneria compare l’alto grado Rosa-Croce in pratica quando nasce l’Ordine della Rosa-Croce d’Oro d’Antico Sistema. La sua esistenza è attestata per la prima volta nel 1757 col nome di Cavaliere Rosa-Croce, nelle attività della loggia dei Figli della Saggezza e Concordia. Come abbiamo visto, questo grado Rosa-Croce è subito considerato il non plus ultra della Massoneria. È il settimo e ultimo grado del Rito Francese del 1786, e il diciottesimo del Rito Scozzese Antico e Accettato. Tuttavia esso presenta una particolarità che susciterà molti dibattiti. Mentre tutti i gradi massonici insistono sull’universalità della saggezza, questo grado è propriamente cristiano. Ecco perché alcuni Massoni cercheranno di decristianizzarlo nel 19° secolo proponendo un’interpretazione filosofica del suo simbolismo(16). Nella sua Stella Fiammeggiante (1766), il barone di Tschoudy vi nota «il Cattolicesimo sotto forma di grado». È vero che il suo simbolismo non evoca i temi del Rosacrocianesimo del 17° secolo. Non parla di Christian Rosenkreuz, ma mette in scena il calvario del Golgota, la Resurrezione del Cristo e comporta due agapi nelle quali si condivide il pane e il vino, una cerimonia che ricorda l’Ultima Cena. Durante l’iniziazione a tale grado il candidato rivive le peregrinazioni successive alla distruzione del Tempio di Gerusalemme. Egli cerca la Parola Perduta e il suo viaggio gli consente di scoprire la Fede, la Speranza e la Carità, tre virtù. Infine gli viene svelato il senso segreto di I.N.R.I.
I più antichi rituali del grado Rosa-Croce risalgono al 1760 (Strasburgo) e 1761 (Lione), ossia solo pochi anni dopo la comparsa della Societas Roseæ et Aureæ Crucis di Francoforte. Uno scambio di corrispondenza del giugno 1761 tra i Massoni di Metz e quelli di Lione rivela che i Lionesi praticano un grado sconosciuto ai loro fratelli di Metz, quello di Cavaliere dell’Aquila, del Pellicano, Cavaliere di Sant’Andrea o Massone di Eredom, altra designazione del grado massonico Rosa-Croce. Il discorso che accompagna un’altra versione di questo grado parla dell’origine dell’Ordine riferendosi ai Sabei, i Brami, i Mai, gli Gerofanti e i Druidi presentati come gli antenati dei Rosacrociani(17). I Rosacroce sono indicati come gli eredi di una catena di Iniziati i cui anelli sono gli Egizi, Zoroastro, Ermete Trismegisto, Mosè, Salomone, Pitagora, Platone e gli Esseni. Questo lignaggio ricorda quello evocato da Michel Maier nel Silentium Post Clamores (1617) che riprende l’idea di Tradizione Primordiale cara all’Ermetismo del Rinascimento. Si ritroverà questa nozione nel Regolatore dei Cavalieri Massoni o i quattro ordini superiori secondo il regime del G… O… (1801).
 

Cavalleria Spirituale

Gli elementi contenuti in questo grado massonico rosacrociano trovano indubbiamente origine in un manoscritto scoperto a Strasburgo nel 1760. Il testo, intitolato La Massoneria tra i Cristiani, tratta le origini della Massoneria in modo singolare. Fa dei Massoni i discendenti dei Canonici del Santo Sepolcro, cioè Rosa-Croce eredi degli Esseni. I Canonici avrebbero poi affidato i loro insegnamenti segreti ai Templari.
Con questi gradi massonici rosacrociani si manifestano i riferimenti all’Egitto, agli Esseni e ai Templari quali fonte dell’iniziazione. Tentano di ricollegare il Rosacrocianesimo ai Saggi delle antiche religioni e a un Cristianesimo originale spesso idealizzato attraverso gli Esseni e i Templari (18). Nuovamente essi pongono il problema delle fonti della Tradizione e dei rapporti tra le varie correnti iniziatiche.
Certo il modo in cui dipingono queste origini non deve essere preso alla lettera e Henry Corbin rimprovera a René Le Forestier di essersi accontentato di studiare le cose solo da questo punto di vista. Poco importa che un personaggio come Ormus sia realmente esistito. Per Henry Corbin la filiazione va intesa al di là della storicità. Gli Esseni, i Canonici del Santo Sepolcro o i Templari devono essere considerati essenzialmente come simboli che richiamano una realtà superiore. Da qui il ridicolo cui si espongono alcuni Ordini sedicenti eredi dei Templari che riprendono riti e abbigliamenti bizzarri oggi fuori luogo. Come diceva Joseph de Maistre, nel suo Memorie al duca di Brunswick, l’iniziazione esisteva prima dei Templari e continuerà dopo di loro.
Henry Corbin nei miti che si riferiscono agli Ordini che abbiamo citato, vede elementi che rinviano ad una filiazione spirituale attraverso una Cavalleria Spirituale. Questa Fraternità di Luce, lavora sin dall’origine stessa della Creazione, all’elevazione dell’umanità verso il Tempio spirituale, cioè all’incontro tra l’uomo e il Divino. Come egli precisa, la «continuità di questa tradizione non dipende da una causalità storica immanente, può esprimersi solo in simboli. I suoi trasmettitori si elevano al rango di personaggi simbolici» (19). La filiazione dei movimenti che lavorano a questo compito non va ricercata nella storia visibile ma nella ierostoria, la storia sacra, e in tal senso non è errato vedere una filiazione tra questi diversi movimenti, a condizione di non prendere ciò alla lettera. Si noterà, che all’epoca che stiamo considerando, la Rosa-Croce è spesso presentata come il gioiello di questa Cavalleria Spirituale.


Illuministi e Illuminismo

Nel 18° secolo si assiste dunque alla creazione di tanti Ordini iniziatici. Abbiamo ricordato qui solo quelli che si riferiscono direttamente o indirettamente alla Massoneria Rosacrociana. Aggiungiamo, però, che il Rosacrocianesimo continuò ad evolvere segretamente fuori dei movimenti che abbiamo ricordato. La proliferazione di tali Ordini ha generato molta confusione nel mondo dell’esoterismo. Già nel loro seno si contrappongono i positivisti sostenitori degli Illuministi e gli spiritualisti favorevoli all’Illuminismo. Con la campagna napoleonica cresce il fascino dell’Egitto e l’esoterismo occidentale viene scosso da una scoperta che apre verso una nuova direzione: il Magnetismo. (continua)
 

 

Note:


(1) «Costituzione di Anderson», in Testi fondatori della Tradizione Massonica 1390-1760, tradotti e presentati da Patrick Negrier, Grasset, Parigi, 1989, p. 226.
(2) Sulla comparsa del grado di Maestro, vedere Goblet d’Alviella, Origini del Grado di Maestro nella Massoneria, Trédaniel, Parigi, 1983, e Roger Dachez, «Saggio sull’origine del grado di Maestro», rivista Rinascita Tradizionale, n° 91-92, luglio-ottobre, 1992.
(3) Antoine Faivre, Accès de l’ésotérisme occidental (Accesso all’esoterismo occidentale), Gallimard, Parigi.
(4) Irène Mainguy, Les Initiations e l’initiation maçonnique (Le Iniziazioni e l’iniziazione massonica), Edizioni Massoniche di Francia, Parigi, 2000, p. 80.
(5) L’uso del neologismo «esoterismo» appare per la prima volta nel 1742 introdotto da Louis-François La Tierce. Questo Massone è l’autore di Nuovi obblighi e Statuti della venerabilissima confraternita dei Massoni (1742), adattamento e traduzione francese della Costituzione di Anderson e del Discorso di Ramsay.
(6) Su questo personaggio straordinario, vedere Jocelyn Godwin, Atìhanasius Kircher, un uomo del Rinascimento alla ricerca del sapere perduto, Jean-Jacques Pauvert, Parigi, 1980.
(7) Il libro di Jean Terrasson si pone nel sigillo del Télémaque di Fénelon, (redatto nel 1695 e pubblicato nel 1699 da Ramsay), un romanzo pedagogico che ricorda i racconti di Omero e Virgilio per insegnare ai giovani duchi di Borgogna l’arte di regnare senza dispotismo. L’abate Terrasson usa un processo simile. Per costruire il suo racconto esprime una vasta erudizione rappresentando tutto ciò che ha potuto essere scritto sull’Egitto (Diodoro di Sicilia, Clemente d’Alessandria, Erodoto, Giamblico, Athanasius Kircher…).
(8) «Informazioni sulla vita e le opere dell’abate Terrasson», in Séthos, storia o vita ricavata dai monumenti, aneddoti dell’antico Egitto D’Hautel, Parigi, 1813, tomo 1, p. 12. (9) Ramsay, nel marzo 1737, redige una nuova versione di questo discorso, più lunga della prima, nella quale lancia l’idea di una Grande Enciclopedia.
(10) Notiamo che Ramsay pur non avendo creato alcun rito o grado è considerato colui che ha dato l’avvio a questo movimento.
(11) In proposito vedere l’articolo di Michel Piquet: «Il Grado Rosa-Croce: fonti del “Nec plus Ultra”», rivista Rinascita Tradizionale, n° 110-11, luglio 1997.
(12) Vedere René Le Forestier, La Franc-Maçonnerie templière et occultiste aux 18° et 19° siècles, Aubier-Montaigne, Parigi, 1970, Introduzione, chap. III.
(13) René Le Forestier: La Franc-Maçonnerie templière… op. cit. libro II, cap.I, pp. 543-555. (14) Quest’opera magnifica è attualmente edita dalla Diffusione Rosacrociana.
(15) A proposito dei Fratelli Iniziati dell’Asia e Saint-Germain, vedere Arthur Mandel, Le Messie militant – Histoire de Jacob Frank e du mouvement frankiste. (Il Messia soldato – Storia di Jakob Frank e del movimento frankista), Arché, Paris, 1989. Il celebre alchimista è citato anche nel libro di René Le Forestier (op. cit). Anche Paul Chacornac ha dedicato un’opera, Le Comte de Saint-Germain (Édition Traditionneles, Paris, 1947) a tale personaggio sul quale non ci soffermeremo per mancanza di spazio.
(16) Vedere l’articolo di Pierre Collier: «Le grade maçonnique de Rosa-Croix et le Christianisme: enjeux et pouvoir des symboles» (Il grado massonico di Rose-Croce e il Cristianesimo: gioco e potere dei simboli), rivista Politica Hermetica, n° 11, 1997.
(17) Questo testo del 1765 è nella biblioteca storica di Parigi.
(18) Vedere Le Forestier, La Massoneria templare… (op. cit., pp. 68-84 e 157-164), e soprattutto Henry Corbin, il quale, in Tempio e contemplazione, fa un’analisi più profonda, (Flammarion, Paris, 1980 pp. 376-379).
(19) Henry Corbin, Tempio e contemplazione, op. cit., p. 373.
 

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