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Barone Nicola Joseph Spedalieri

1812-1887

 

 

ricerche di IniziazioneAntica

 

Nicola Giuseppe Spedalieri, nipote del famoso teologo e filosofo Nicola Spedalieri (1740-1795), nacque nel 1812 a Bronte, importante centro agricolo sulle pendici dell’Etna, dal barone Gioacchino Maria Spedalieri, proprietario di vasti vigneti nelle campagne adranesi, e da una nobildonna straniera, Maria Carolina de Grafer.
Di perspicace intelletto e grande erudizione (parlava correttamente il francese e l’inglese) lo Spedalieri si consacrò poco più che ventenne allo studio delle dottrine esoteriche, prediligendo, in particolare, il pensiero del Philosophe Inconnu, Louis Claude de Saint-Martin (1743-1803). Nel corso di uno dei suoi numerosi viaggi il giovane aristocratico brontese conobbe a Napoli - ne siamo convinti e pertanto lo affermiamo con certezza - un monaco agostiniano, padre Antonio Marino (1), che sebbene ignorato dalla stragrande maggioranza degli studiosi, fu una figura di grande rilievo nel mondo iniziatico ottocentesco, italiano e non.
Il Marino, nato a Napoli nel 1770, ultimò gli studi ecclesiastici presso il seminario vescovile della capitale del Regno, affiliandosi nel 1772 alla loggia massonica giacobina “I Figli della Libertà” di cui era venerabile Mario Pagano (1748-1799), uomo politico .e giureconsulto napoletano, e frequentando nel contempo, con assiduità, il figlio del celebre principe alchimista e mago Raimondo Maria de Sangro di San Severo (1710-1771), Vincenzo (1743-1790), continuatore dell’opera paterna. Col crollo della “Repubblica Partenopea” il nostro personaggio, che era stato uno dei suoi più ferventi sostenitori, fu costretto a fuggire precipitosamente da Napoli ritornandovi soltanto alcuni anni dopo, nel 1806, al seguito delle truppe napoleoniche di Giuseppe Bonaparte.
Nel 1814 il Marino aderì alla cagliostrana Massoneria di Rito Egiziano diretta all’epoca dal barone Lorenzo de Montemayor (1767-1841) che ne era Grande Cofto. Coinvolto politicamente nei moti liberali del 1820-21, l’ecclesiastico massone dovette abbandonare nuovamente, all’indomani della restaurazione borbonica, la capitale, stabilendosi dapprima in Spagna, a Barcellona, e da lì, nel 1823, in un primo tempo a Marsiglia e successivamente a Parigi, dove grazie all’amicizia che lo legava all’abbé Frère-Colonna (1786- 1858)profondo studioso del pensiero gioachinita e swedenborghiano, entrò a far parte del corpo insegnanti del piccolo seminario di Saint-Nicolas du Chardonnet di cui il Frère-Colonna era direttore. A Saiht-Nicolas il Marino avviò agli studi occulti un giovane seminarista, Alphonse Louis Constant (1810-1875), destinato negli anni a venire ad acquisire notorietà imperitura nell’orbe iniziatico col “nom de plume” di Eliphas Levi (2). Approfittando dell’amnistia per i reati politici concessa nel 1831 da Ferdinando II di Borbone il Marino rientrò a Napoli lo stesso anno dove gli venne affidata immediatamente la mansione di bibliotecario del convento di San Vincenzo Ferreri. A tale innocua attività l’energico monaco affiancò ben presto quella assai più rischiosa del cospiratore divenendo in breve tempo il capo occulto di una vasta congiura antiborbonica.
Il Barone Nicola Giuseppe Spedalieri (1812 - 1898) era figlio di Don Gioacchino Spedalieri (sindaco di Bronte nel 1920; nel 1930 trasferitosi a Napoli con l'incarico di Capo della Sezione per gli Affari di Sicilia) e di donna Maria Carolina Graefer figlia di Andrea, il giardiniere chiamato da Horatio Nelson quale primo amministratore della sua Ducea.
È all’incirca in questo periodo che il giovane Spedalieri potrebbe avere incontrato, e secondo noi lo incontrò, il Marino - che tra l’altro era divenuto uno dei maestri segreti di una importantissima corrente iniziatica denominata Ordine Egizio (3) (detto Scala di Napoli) - grazie a cui potè essere ammesso in un circolo martinista attivo a Napoli in stretto contatto, a quanto pare, con una società occultistica di Avignone, dedita a studi sul magnetismo.
Stabilitosi intorno al 1843-44 nella terra che considerava come sua seconda patria, la Francia, lo Spedalieri intrattenne rapporti con alcuni esponenti di organizzazioni iniziatiche locali, specificatamente martiniste. L’acquisto in una libreria di Marsiglia, nel luglio 1861, di una copia del Dogma e rituale dell’Alta Magia di Eliphas Levi, ex sacerdote cattolico e agitatore politico, che come si è detto fu discepolo di Antonio Marino, segnò per il barone brontese l’inizio di un rapporto di discepolato iniziatico e di amicizia che lo legherà al magista francese per ben quattordici anni, ossia fino alla morte di quest’ultimo avvenuta il 31 marzo 1875. Le relazioni tra i due uomini cominciarono, come ha scritto un biografo del Levi; Paul Chaconrnac, “con l’invio che fece il Maestro a colui che, in poco tempo, doveva diventare il suo migliore e più sincero amico, di una copia delle Chiavi Maggiori e Clavicole di Salomone, e di un piccolo rituale, anch’esso manoscritto inserito m un esemplare dell’edizione latina del Trattato delle Cause Seconde dell’abate Tritenio, sorta di commentario occulto alle clavicole salomoniche” (4).
La corrispondenza tra il barone Spedalieri ed Éliphas Levi, comprendente più di mille lettere concernenti le più svariate tematiche iniziatiche, cominciò il 24 ottobre 1861 e terminò il 14 febbraio 1874. L’ex sacerdote, tra l’altro, fece dono all’aristocratico brontese di alcuni suoi importanti manoscritti con la promessa di pubblicarli soltanto 20 anni dopo la sua morte.
Lo Spedalieri ebbe stretti rapporti iniziatici anche con altri illustri figure esoteriche dell’epoca quali, per non citare che le più famose, Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), fondatrice della “Società Teosofica”, di cui il barone era membro, Anna Bonus Kingsford (1846-1888) personalità di spicco nell’ambiente occultistico inglese, e Papus, al secolo Gerard Encausse (1865-1916), il “papa nero” dello occultismo francese. Inoltre sembra che l’aristocratico brontese fosse affiliato ad una importantissima organizzazione iniziatica neorosicruciana denominata Hermetic Brotherhood of Luxor, a cui pare fossero legate personalità politiche e culturali di prim’ordine (5). Nicola Giuseppe Spedalieri si spense a Marsiglia, dove aveva sempre vissuto da quando si era trasferito in Francia dalla Sicilia, il 16 dicembre 1898, assistito amorevolmente dalla nipote, madamoiselle Laporte, che ereditò l’immensa biblioteca dello zio. Con la scomparsa dello Spedalieri si chiude un altro importante e misconosciuto capitolo della secolare storia dell’occultismo, capitolo che attende ancor oggi di essere dovutamente analizzato.

Uno Studio di Gaetano Lo Monaco da Agorà, periodico di informazione culturale, Anno I, n. 3, Aprile-Giugno 2000


Note
(1) Per le notizie sull'abate Marino riportate qui di seguito vedasi: Historia dell'Ordine R+C Egizio - Osirideo di Misraim - Memphis - Scala di Napoli dal 1745 al 1995, a cura di Michele Di Iorio (dattiloscritto inedito).
(2) Su Eliphas Levi vedasi, tra l’altro, il nostro: Eliphas Levi tra rivoluzionarismo e magismo in “Merkur”, anno I n. 7, sett. 1997.
(3) Sull’Ordine Egizio vedasi il nostro, L’Ordine Osirideo Egizio e la trasmissione pitagorica, Bassano del Grappa, 1999.
(4) P. CHACORNAC, Éliphas Levi, rénovateur de l’occultisme en France, Parigi, 1926, p. 206.
(5) Sui rapporti tra lo Spedalieri e la H. B. of Luxor si vedano: C. CHANEL, De la “Fraternite hermetique de Louxor” au “Mouvement Cosmique”: L’Oeuvre de Max Theon. Contribution à l’étude des courants ésotériques en Europe à la fin du XIXème siècle et au début du Xxème siècle. Tesi di dottorato. Paris, 1992/93; J. GODWIN., C. CHANEL, J. P. DEVENEY, The Hermetic Brotherhood of Luxor. Initiatic and Historical Documents oJ an Order of Pratical Occultism. New York, 1995.


 

Ulteriori Riferimenti

Del Barone Spedalieri dal punto di vista bibliografico, in Italia, abbiamo solo un brevissimo estratto della sua vastissima corrispondenza con Eliphas Levi, col nome di  "Lettere al barone Spedalieri, ovvero la Kabala in dieci lezioni" che ha visto diverse edizioni.

"Barone Giuseppe Spedalieri, nativo della sicilia, e residente a Marsiglia, è stato amico discepolo ed esecutore letterario dell'abate Alphonse Costant de Louise conosciuto con lo pseudonimo di Eliphas Levi."  Fonte: Credo of Christendom and Other Addresses and Essays on Esoteric Christianity Di Anna Bonus Kingsford, Edward Maitland.

"Barone Nicola Joseph Spedalieri, 1812-1887, nato da un'antica famiglia siciliana, all'età di vent'anni si interesso agli studi esoterici, nel 1842 si trasferì in Francia. Incontrò Eliphas Levi nel 1861 di cui divenne un amico e un discepolo, condividendo con lui la stessa visione della religione, il Barone Spedalieri incontrò e intrattenne una corrispondenza con Anna Kingsford ed Edward Maitland." Fonte: the "Red cactus: the life of Anna Kingsford", of Alan Pert.

"Il Barone Nicola Joseph Spedalieri, è nato a Bronte, in Italia. Spedalieri è stato un magista e un iniziato di prim'ordine alla Kabala, nonchè un profondo conoscitore degli insegnamenti di St. Martin. Nel 1842 andò a vivere in Francia, all'età di trent'anni, frequentò Eliphas Levi, e divenne membro del "Consiglio dei Tre", e dell' "Ordine del  Giglio, ovvero " "l'Ordre du Lis". Nel 1861 lo Spedalieri iniziò una lunga corrispondenza con il Levi che durò fino al 1874. Queste lettere furono pubblicate in un libro, e sono presenti nella libreria dell'Accademia." Fonte

 

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